Numero di telefono da privato a business (e viceversa): come funziona
Redazione One Team || 2 minuti di lettura
In breve
Il numero resta lo stesso: cambia solo chi è intestatario del contratto.
Servono i documenti di chi cede il numero, di chi lo riceve e, per l'azienda, una visura o il certificato di partita IVA.
Se il numero passa da business a privato esce dal piano aziendale: conviene scegliere subito una nuova offerta.
Quando serve spostare un numero da privato a business?
Capita più spesso di quanto si pensi. Un nuovo collaboratore vuole continuare a usare il suo numero personale anche per il lavoro, oppure un libero professionista vuole intestare la linea alla partita IVA per avere le fatture a nome dell'attività e gestirla insieme agli altri contratti aziendali. Succede anche il contrario: chi lascia l'azienda chiede di tenere il numero aziendale come numero personale.
Per gli aspetti fiscali, come la detrazione dei costi, conviene sempre confrontarsi con il proprio commercialista.
Come funziona il passaggio?
L'operazione si chiama subentro: il contratto passa da un intestatario a un altro e il numero non cambia. Chi cede il numero deve essere d'accordo e firmare la richiesta.
Per le linee mobili TIM si compila il modulo di subentro disponibile nella sezione Moduli del sito TIM e lo si invia con i documenti richiesti, seguendo le istruzioni del modulo. Secondo le indicazioni di TIM, il subentro di una linea mobile è gratuito; i costi successivi dipendono dall'offerta scelta per il nuovo intestatario.
Quali documenti servono?
documento d'identità e codice fiscale del legale rappresentante dell'azienda;
visura camerale aggiornata oppure, per i professionisti, il certificato di attribuzione della partita IVA;
documento d'identità e codice fiscale dell'attuale titolare del numero;
il numero da trasferire e, se richiesto, il codice ICCID della SIM, cioè il numero seriale stampato sulla scheda;
il modulo di subentro firmato da entrambe le parti e il contratto dell'offerta aziendale da attivare.
Documenti scaduti o incompleti sono la causa più frequente dei ritardi: controllali prima di inviare la richiesta.
E da business a privato?
Il passaggio inverso funziona allo stesso modo: lo richiede il titolare del contratto aziendale, con il consenso della persona che riceverà il numero. L'unico effetto da tenere presente è che il numero esce dal piano tariffario aziendale: senza una nuova offerta, chiamate e traffico dati verrebbero tariffati a consumo. Per questo conviene scegliere subito il profilo più adatto.
E per la linea fissa?
Per un numero fisso il passaggio da uso residenziale a uso aziendale non è un semplice cambio di nome: la linea va trasferita sui sistemi dedicati ai clienti business e, con alcune tecnologie, l'operazione non è possibile. In quei casi si attiva una nuova linea aziendale e si valuta come gestire il numero. È un caso da verificare prima, insieme al tuo consulente.
Domande frequenti
Il numero cambia?
No. Con il subentro cambia l'intestatario del contratto, il numero resta lo stesso.
Serve il consenso del titolare attuale?
Sì. Chi cede il numero deve firmare la richiesta e allegare i propri documenti.
Quanto tempo ci vuole?
Dipende dall'operatore e soprattutto dalla completezza dei documenti. Preparare tutto prima di inviare la richiesta è il modo migliore per evitare ritardi.
Fonti
TIM, «Cambiare l'intestatario di una linea» (tim.it, sezione Assistenza)
AGCOM, delibera n. 16/2026: esempio di riclassificazione di una linea fissa da residenziale ad affari
Vuoi che ce ne occupiamo noi?
Il tuo consulente One Team prepara documenti e richieste e segue la pratica fino alla fine.